Profondità di campo

"ad ogni nuova soluzione corrispondono nuovi problemi"
"si lavora e si fatica per poco pane e niente fica"

"per te scrivere è fare le fotografie dentro" di Jeanette

I racconti: Ad angelo mai | Cinque piccole perle bianche | Survival Glass | L'amore di Schroedinger | Guerra | Faville | Some dance to remember | A faery tale


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Il controllo

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mercoledì, 30 novembre 2005

notizie fredde
ritardano l'arrivo.
uva o veleno?

ogni haiku è per una persona importante e nasce da una persona importate, sul come io penso che si senta o come io voglio che si senta.
Riconoscersi è lasciato al singolo naturalmente.

Postato da: Fafhrd a 17:08 | link | commenti (4) |
haiku

martedì, 29 novembre 2005
From primary to eternity

"Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
                        Ho tanta
                        stanchezza
                        sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
                        Qui
                        non si sente
                        altro
                        che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare"


La poesia è di Giuseppe Ungaretti la ho imparata alle elementari e tutte le volte che è natale salta fuori

Postato da: Fafhrd a 01:04 | link | commenti (1) |
meraviglie

mercoledì, 23 novembre 2005
A faery tale

Alzi gli occhi dallo schermo del portatile ed il folletto è lì, sul davanzale della finestra, al quinto piano.
Le piccole nocche stanno bussando leggermente sul vetro mentre la bocca è atteggiata in un largo sorriso che illumina i grandi occhi, mentre lo stereo canta

"C'è bisogno di aguzzare la vista
Per capire quali sono gli amici..."

Trasecolato ti alzi, giri la maniglia ed apri la finestra incurante del vento molto forte e molto freddo che agita gli alberi ed i vestiti per le strade, il folletto con un movimento agile delle ginocchia ossute è già dentro seduto sul lato interno nel tempo che hai impiegato per sbattere le ciglia

"...Bisognerebbe restare svegli
Per scoprire tutti i nemici..."

L'ospite sta facendo cenno di chiudere sorridendoti con il sorriso del gatto che ha mangiato il topo, rabbrividisci e richiudi lo spiraglio sul mondo esterno, una stella ti guarda da appena sopra la casa di fronte ed il folletto salta sul pavimento, immobile lo fissi con un'espressione sciocca

"...Ci vorrebbe un paio di scarpe nuove
Per partire, per scappare lontano
E poi seguire una traccia sbagliata
Perdersi meglio e non tornare più indietro..."

Ti afferra per l'orlo dei pantaloni della tuta ed inizia a tirare con due mani, muovi un passo lasciandoti trascinare e ti fa sedere sul letto, sei confuso, non sai che fare, che dire, lui ti lancia i pantaloni del pigiama sulla faccia e poi la maglia

"...Bisognerebbe fermarsi in tempo
Non aver fretta ma rallentare
Bisognerebbe solo ascoltare
o ancora meglio, cambiare canale..."

Ti cambi mentre il folletto ti osserva compiaciuto, appena hai finito senza preavviso spicca un salto e ti colpisce sul petto abbattendoti sul cuscino.
Lo fissi.
Come una madre gentile afferra le coperte e te le appoggia sopra, il caldo del piumone è così piacevole da stordirti

"..Ci vorrebbe una muta di corde nuove
Per suonare sempre scordati
C'è bisogno di nuove canzoni
Con parole per sognare più forte..."

Ti cammina sopra leggero come una piuma e fissandoti occhi negli occhi con i suoi grandi e nocciola ed allunga una mano per farteli chiudere.
Li tieni leggermente socchiusi, ma vedi la scena come se fossi in piedi al centro della stanza

"...Bisognerebbe fare sogni grandiosi
Oltre la noia e le nevrosi
Avere cura, avere pazienza
Di tutta quanta l'intelligenza..."

Ti vedi, sdraiato sotto al tuo piumone con le braccia sollevate e piegate intorno a proteggerti, hai un folletto accucciato sul petto che sta allungando le sue mani ai lati della tua testa.
Ti senti rassicurato da questo gesto.
Vedi il folletto afferrarti per le orecchie e girare, sta svitando la tua testa ed è piacevole, i pensieri perdono la voce.
Quando ha finito mette la tua capelluta testa nella bisaccia vuota che porta appesa sul lato destro della cintura, scioglie i legacci della bisaccia che sta sul lato sinistro e con delicatezza avvita un'altra testa identica alla tua sul tuo corpo.
Solo a questo punto ti addormenti profondamente.

La canzone che inframmezza è "Ramblers Blues" dei Modena City Ramblers
Questa storia è un regalo perchè non sono l'unico folletto ne tantomeno l'unico regalo che c'è in giro.

Postato da: Fafhrd a 12:14 | link | commenti (5) |
racconti

domenica, 20 novembre 2005
Loneliness



Solo come una margherita!
più in grande

Postato da: Fafhrd a 00:23 | link | commenti (1) |
fotografia

sabato, 19 novembre 2005
Book & Chocolate

l'inizio
la parte precedente

Lo sguardo scorre su tutti i mobili della cucina, il mestolo sporco è lì dov'era e non gli è cresciuto nessun occhio che possa essere strizzato, al piatto di pranzo non sono spuntati i denti, il forno non sta sbattendo autonomamente ed ossessivamente lo sportello e nel frigorifero presumibilmente non alberga ancora nessuno spettro sumero, ma Mauro comunque si muove con la cautela di un uomo che ha già fatto dieci passi in un campo minato, non sa cosa aspettarsi, ogni cosa adesso potrebbe far spuntare fuori qualcosa di assurdo come un piccolo ometto di fiamma o sa il diavolo cosa e l'ipotesi di essersi immaginato qualcosa di così dettagliato non è affatto consolatoria.
Il primo impulso è di telefonare a qualcuno, non la polizia, per carità, qualche buon amico, due sono i nomi che ha in mente che potrebbero ascoltarlo e calmarlo, ma se dal telefono uscisse una voce diabolica? e se il cellulare gli mordesse via un orecchio? Una volta visto un piccolo uomo di fiamme uscire dal proprio normalissimo fornello a gas tutto diventa possibile
ma ti rendi conto Thorin? un ometto di fiamma, che diavolo può uscire dalla mia lavatrice? un elementale dell'acqua? devo aspettarmi un coboldo in cantina?” Mauro parla con il suo cardellino per spezzare la tensione ed il cardellino questa volta non cinguetta è in un angolo della gabbia con le piume tutte arruffate e la testa sotto un'ala, probabilmente terrorizzato.

qualche altra riga e probabilmente parecchie cose da rivedere nelle reazioni di Mauro, buona lettura

Postato da: Fafhrd a 16:41 | link | commenti (1) |
racconti

l'inizio
la parte precedente....

Lavorare, lavorare, lavorare, blandire i clienti, ingrandire i meriti, diminuire le colpe, risolvere i problemi e finalmente staccare.
Finalmente il tempo di andare verso casa a piedi possedendo tutto il tempo del mondo, fermarsi sul ponte di Tiberio a guardare il tramonto dietro al parco, passare nel borgo con la sua aria di vecchio, arrivare al vecchio arco di porta Marinara ed un passo dietro l'altro il tempo si dilata, ci si può guardare intorno, sentire un uccello cantare ed accorgersi di una foglia cadere, ma soprattutto i pensieri si accodano anche loro uno dietro l'altro, non con la precisa organizzazione militare, ma piuttosto con la pigra indolenza di un gatto che segua il suo convivente umano ed è così che Mauro arriva a casa.
Appena aperta la porta viene salutato con un festoso cinguttio da Thorin il suo cardellino e nota anche che stranamente la TV è già accesa e lui ha pranzo non la aveva sicuramente toccata.
Il frigo elargisce la sua luce ed il suo freddo alla piccola cucina mentre il telegiornale chiacchiera di sottofondo, Mauro non ha voglia del mondo ed insieme alla carne tira fuori anche il telecomando dal suo artico personale, non è il posto dove si aspettava di trovarlo, ma ne è contento, si è risparmiato una lunga ricerca in posti altrettanto improbabili.
La carne sul tavolo e la pressione di un tasto spostano la tv su un altro canale, di nuovo telegiornale,, una altro tasto: un altro telegiornale, l'ennesimo tasto: l'ennesimo telegiornale, la stranezza della cosa comincia a filtrare nella mente di Mauro e finalmente ascolta le parole rinunciando per un attimo a pensare a cosa farne di quelle fettine di tacchino.
*...le nostre forze di polizia coadiuvate dall'esercito si stanno attivando*
sta dicendo il comunicato con la faccia del solito noto commentatore *per mettere sotto controllo questi fenomeni che ancora non hanno una spiegazione scientifica. Tutti i cittadini sono pregati di mettersi in contatto con il più vicino tutore dell'ordine o di chiamare il 113 se nelle loro vicinanze dovesse iniziare a manifestarsi una qualunque avvenimento inusuale.
Questo comunicato verrà ripetuto per 15 minuti ogni ora per le prossime 48 ore la Presidenza del Consiglio prega tutta la cittadinanza di non allarmarsi, ciò che è stato visto nei telegiornali delle scorse ore sta accadendo in tutti i paesi alleati e non, le nostre forze di polizia coadiuvate dalle forze armate si stanno attivando per mettere sotto controllo questi fenomeni che ancora non hanno una spiegazione scientifica. Tutti i cittadini sono pregati di mettersi in contatto con il più vicino tutore dell'ordine o di chiamare il 113 se nelle loro vicinanze dovesse iniziare a manifestarsi una qualunque avvenimento inusuale Questo comunicato verrà ripetuto per 15 minuti ogni ora per le pros*

“ma che diavolo mi sono perso oggi Thorin?”
dice Mauro all'uccello nella gabbietta ricominciando a cucinare“forse anche la tv che si accende da sola è uno di quei fenomeni che dovrei comunicare ad un poliziotto, tu che dici?” continua, mentre le sue mani hanno infarinato la fettina e versano un filo d'olio in padella “me la vedo già la scena: scusi agente, sono rientrato a casa e la mia TV era accesa, sarei un degno figlio della psicosi, al massimo potrei parlare del locale in cui sono stato oggi, quello si che era strano, ed anche fenomenale, devo tornarci, sono neanche a metà di un ottimo libro” Thorin cinguetta la sua approvazione al tono del padrone mentre a tv continua a ripetere il comunicato.

La padella è unta, la carne è stata preparata, gli altri ingredienti sono a portata di mano e Mauro compie il rito quotidiano di chi vive da solo, accende il fornello, la manopola viene premuta e contemporaneamente girata, la scintilla inizia clicchettare sul piano d'acciaio e con una vampa blu il metano si incendia, Mauro salta indietro, lascia tutto e si appoggia al tavolo.
cazzo Thorin lo vedi? oh cazzo questo si che lo dovrei denunciare” insieme alla normale aureola del metano c'è un piccolo ometto perfettamente formato fatto di fiamme in piedi sulla piastra nera e liscia del fornello
oh cazzo, quello non c'era, lo sai vero che non c'era?” continua a dire Mauro al suo cardellino che non può capirlo.
merda, ma lo sto vedendo?” pensa strizzando gli occhi per riaprili in tutta fretta, l'ometto non è scomparso, anzi sta camminando con passo elastico lungo tutto il bordo circolare del fornello.
Compiuto tutto il giro riguadagna il centro e si siede a gambe incrociate, piccole gambe di fiamma incrociate.

Mauro ancora appoggiato al tavolo con una mano appoggiata sulla farina appiccicosa che ha usato per il tacchino fissa la scena con sguardo attonito, poi lentamente, proprio come si muoverebbe se fosse di fronte ad una bestia feroce inizia a muovere un braccio, gli sembra che la testa senza lineamenti del piccolo uomo infuocato stia seguendo i suoi gesti “cazzo questa è bella”.
Lentamente, non tremante, ma quasi, allunga un braccio, attento, pronto a ritrarlo verso le manopole della cucina, l'ometto di fiamma continua a fissare i suoi gesti senza occhi e quando le dita di Mauro dopo 5 secondi effettivi e quasi mezz'ora di tempo soggettivo iniziano a girare il pomello per chiudere il gas un piccolo braccio di fiamme si alza in un saluto per poi scomparire insieme alla normale aureola del metano.

continua.....

Postato da: Fafhrd a 03:06 | link | commenti |
racconti

lunedì, 14 novembre 2005
Thick Fog



Atlantide sorge dal mare
oppure San Marino spunta dalle nuvole
più in grande

Postato da: Fafhrd a 22:23 | link | commenti (2) |
fotografia, meraviglie

sabato, 05 novembre 2005
E tintinnartono i denti


C'è la storia di un signore che tanto aveva lavorato e quindi tanto era stanco. Così stanco che non riusciva a dormire, di prendere sonno non c'era verso, e sbadigliava, sbadigliava e sbadigliava, finchè ad un bel momento sbadigliò così tanto e così tanto si aprì la sua bocca che non riusciva più a richiuderla. Per quanto provasse a tenerla a freno la sua mascella si apriva sempre di più, un centimetro e poi un altro finchè alla fine non cadde dentro al suo stesso sbadiglio.

E di lui non rimase altro che il tintinnio dei denti sul pavimento

Io non so disegnare, ma ho un amico mezzo prete che si è prestato a togliermi questa storia dalla mente, perciò grazie a lui possiamo ascoltare i denti di questo signore tintinnare sul pavimento fino a fermarsi per poi pensare nel silenzio del vento che soffia fuori dalla finestra che non è poi una bella storia la sua, sarebbe potuto succedere a noi.

Per vedere bene l'immagine (e lo merita) vi rimando al mio sito: www.lghinelli.it
In questo caso la tag "vorrei aver scritto" vuole dire "vorrei aver disegnato" naturalmente.

Postato da: Fafhrd a 02:38 | link | commenti |
racconti, meraviglie, vorrei aver scritto

Sentimental Engineering

Se uno sceglie di fare il capo scout a corollario della suddetta decisione si carica anche in spalla una serie di autolimitazioni a cui difficilmente si può abdicare.
Un capo scout non va in vacanza da se stesso, se ha scelto con criterio e lo fa credendoci non può essere solo il re del suo stagno, ma deve sentirsi responsabile anche degli altri scout (non di tutti i ragazzi naturalmente, solo di quelli che hanno fatto la scelta scout, sennò poi scivoliamo nell'utopia, nell'autocelebrazione ed anche nel credere che gli scout sono migliori di tutti gli altri, sono migliori solo di alcuni e peggiori solo di altri in realtà).
Questo perchè un capo scout è una figura educativa, ma non lo è solo nei confronti dei ragazzi sotto il suo diretto "controllo", lo è nei confronti di tutti i ragazzi che lo conoscono in quanto capo, quindi lui nel relazionarsi con questi educandi (tali sono) deve pesare le parole , mediare i suoi atteggiamenti e genericamente comportarsi in maniera coerente con quella che spaccia per sua scelta di vita (naturalmente è un dovere solo in vista dei ragazzi, quello che che si può fare fuori vista è lasciato solo alla coscienza ed alla fortezza della carne del singolo).
Perciò è inaccettabile che un capo (per quanto giovane) faccia perdurare una situazione ambigua con una ragazzina.
Di norma un capo in quanto educatore non dovrebbe essere nemmeno un amico per i suoi educandi, figurarsi se può permettersi di dire che non vuole una storia perchè lui vuole solo divertirsi.
Da parte di un membro di un'associazione che ha l'arroganza di educare ai sentimenti la frase suona profondamente sbagliata.
Lo sbaglio che invalida l'essere capo, non è solo nell'aver permesso questa situazione, ma è non riconoscere il proprio errore, non distinguere tra il se stessi 21enne che vuole solo legittimamente divertirsi ed il 21enne capo scout che si è preso delle responsabilità.
La scelta di essere in una Co.Ca. trasforma una differenza di età anagrafica di 5 anni in una differenza reale di 80 anni di scoutismo solo in questa città e non è una differenza a cui passare sopra con leggerezza, perchè si delegittima il proprio ruolo di capo ed anche quello degli altri fornendo degli esempi al di fuori del  patto associativo che è tanto importante  quanto poco conosciuto (importante per un capo naturalmente, carta per la gabbia del canarino per tutti gli altri).

L'episodio in se è una cavolata, l'atteggiamento che sottointende non è da sottovalutare.
Il problema è non demonizzare il soggetto che probabilmente non ha ancora acquisito una consapevolezza della sua scelta e del suo ruolo.

Attenziò precisaziò
nulla è successo e nulla succederà, come è chiaramente scritto qualche riga sopra l'episodio in se e quindi nelle sue dinamiche portrebbe benissimo essere classificato come "cavolata", non siamo sul italia1 e non montiamo casi sulla carta del pepe.

Il "dummies" della faccenda è l'atteggiamento facile che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta (che ben si accompagna all'atteggiamento troppo rigido che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta) e di conseguenza anche nel non accorgerci che noi dobbiamo delle cose ai ragazzi se vogliamo stare qua a spacciarci per educatori

Postato da: Fafhrd a 01:50 | link | commenti (3) |
scouting for dummies

giovedì, 03 novembre 2005
The Wood Witch Project

la strega del bosco

nei boschi a volte si fanno strani incontri.
più in grande

Postato da: Fafhrd a 19:20 | link | commenti (1) |
fotografia, meraviglie



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