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martedì, 09 novembre 2004
Faville

Sono qui, guardo il cielo, è quel momento in cui ha un sacco di colori, qual momento in cui il sole sta perdendo la sua battaglia, crepuscolo credo che si chiami, quel momento in cui il rosso del tramonto ancora non ha conquistato l'ultimo lembo di azzurro e l'azzurro si stempera nel viola e poi nel nero buio della notte, il crepuscolo insomma, si ora ne sono sicuro.
La città con le sue luci è lontana, sembra un'onda nel momento più lontano della risacca, quando di prepara a risalire la spiaggia.
Passa un falco, guardo il lembo azzurro e mi ricorda la luce della TV, quel giorno nella tua cucina, oddio non è proprio tua quella cucina, vivi là con altre 4 ragazze, ma quella sera in casa eravate solo in 2.
Quella sera che hai insistito.
Quella sera che volevi a tutti i costi cucirmi quel bottone, "è un lavoro da donna" hai detto, ma tu non sapevi cucire, ma lo hai voluto fare, ti sei impuntata, fin dal pomeriggio sei andata in merceria.
Poi la sera ti ho portato la mia giacca, e mi sono fermato per un caffè, seduto lì al tuo tavolo, con la tua compagna e 2 tazzine, mentre tu accoccolata sulla poltrona con le gambe ripiegate sotto al corpo cominciavi lievemente la tua opera. Mi davi le spalle, ma so benissimo che espressione avevi, un attento sorriso.
Mentre la TV appoggiava bagliori blu sul tuo pigiama giallo parlavo con la tua amica e fissavo te, la tua spalla sinistra che si muoveva e la pianta del tuo piede fasciato dal calzino, l'unico che spunta nel modo in cui sei seduta.
La tua amica parlava e io non la sentivo, mi aveva assorbito l'atmosfera, la solita magia che compi per ogni piccola cosa che fai per me, per ogni piccola cosa che fai per sentirti la mia donna, per ogni piccolo anello che aggiungi alla catena per legarmi a te.
Ecco ora il crepuscolo è finito, è notte, non piu' rosso, non più azzurro, non più viola, solo notte, guardo le stelle, non ci sono, la luce della città le ha mangiate, troppo buio ha mangiato i colori e troppa luce ha bruciato tutte le fiammelle ed allora ti parlo, come se fossi qui con me, ed in un sussurro ti ricordo com'eri l'ultima volta che ti ho visto:"ora ti odio" e come le braci di un fuoco quando tira vento sento i ricordi di ogni piccola cosa che hai fatto bruciare un attimo di più per poi tornare ad una tranquilla quiescienza ed io torno alla mia serenità.

Postato da: Fafhrd a 19:35 | link | commenti |
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