"ad ogni nuova soluzione corrispondono nuovi problemi"
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La sera e' calda, ma un venticello teso la rende molto piacevole, la citta' parla con le voci festose dei piccoli gruppi di persone che si attardano a bere l'ultima birra e a scambiarsi le ultime chiacchiere sulla vita l'universo e tutto quanto -Scusi posso fare un piccola domanda?-
lo sguardo di noi sei si sposta dalle labbra di Sara che stava sorridendo e parlando con una gaiezza che non e' mai stata sfiorata dal cinismo e dalle asperita' della vita fino al nuovo arrivato, la faccia come il cuoio conciato, la figura scarna, ma piena di tensione come un cavo elettrico e gli occhi blu, fissi su di noi, occhi pieni di cose, occhi con una storia.
-pero' dovete promettermi di non darmi quattro schiaffi, perche' e' una domanda un po' brutta
un silenzio di attesa mentre la citta' non si accorge del cambiamento avvenuto,un piccolo cambiamento, come quando al mare si capita all'improvviso in una corrente fredda, dodici paia d'occhi in ascolto.
-la domanda e' brutta, ma io non voglio dire bugie
attesa e silenzio da parte nostra, un timido cenno di assenso da qualcuno, ma un cenno appena percettibile, una parola detta a mezza voce "dicci"
-non chiedo molto, solo 2.500 lire per passare la notte
perplessita' e silenzio da parte nostra
la sua voce roca riprende: -non racconto cose, volendo io potrei raccontarvi storie su bambini e famiglia ma la verita' e' che sono un ubriacone
imbarazzo e silenzio da parte nostra, un timido sorriso di circostanza sulle labbra e la morte nel cuore, quest'uomo scarno che ci guarda con i suoi occhi tormentati ci ha colpito dove fa piu' male, la', in fondo, nel nostro istinto territoriale, quell'istinto che cerchiamo di dimenticare e presto cercheremo di dimenticare anche quest'uomo che con i suoi problemi, problemi veri, e' arrivato come un sasso in uno stagno a turbarci.
i suoi occhi arrossati e acquosi passano dall'uno all'altro: -se voi vuole io vi racconta che tre giorni che non mangio, che io ha bisogno di mangiare, ma non e' vero, io ho solo bisogno di una caraffa di vino per la notte, solo 2500 lire, per l'amore di Dio
silenzio e solo silenzio da parte nostra, solo il sorriso di circostanza rimane odioso sulle labbra, che cosa avremo mai da sorridere e da cercarci l'un con l'altro gli occhi per poi distogliere rapidi lo sguardo e fissarlo a terra, ma non a lungo, sarebbe un'ammissione di -per l'amore di Dio turbamento, e allora lo alziamo, ma se lo alziamo c'e' lui che parla con il suo linguaggio appena sgrammaticato e ci cattura con la malia del suo sguardo. La malia del suo sguardo! mi danno ancora i brividi quegli occhi, azzurri e acquosi, rossi come tizzoni ardenti e imploranti.
-io da voi puo' scappare veloce ci dice mimando l'azione -ma e' da me che io non puo' scappare e allora ho bisogno, per l'amore di dio, -volete che mi umilii, io mi umilio per voi, ma per l'amore di dio, solo 2500 lire, sono nulla per voi, 2500 lire, per l'amore di Dio,
ci guardiamo l'un l'altro, e' chiaro a tutti che non gli daremo i soldi, e non perche' sia molto per noi, e neanche per la solita indifferenza con cui si accolgono i mendicanti, non glieli daremo perche' ci ha colpito il cuore con la sua voce per questo se riusciamo, e non riusciremo, gli impediremo di autodistruggersi per una notte ancora "da dove vieni" e' Sara che parla, con un piccolo sorriso fastidiosamente vero -vengo da Croazia, io andato via molti anni fa, ho due lauree, ma non servono
La sua voce roca ci graffia sul petto come il suono delle unghie sulla lavagna Ho odiato in quel momento, lo giuro, ma non ho odiato lui, ho odiato la gente che passeggiava sullo sfondo, nella piazza fastidiosamente ampia, illuminata in modo romantico, lo ho odiato perche' loro non dovevano confrontarsi in questo istante con il fantasma del natale futuro, con quest'uomo venuto da lontano e con la sua voce penetrante.
...continua

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