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Questo racconto come risulta chiaro nella lettura (almeno mi auguro) è dedicato alla stazione di King's cross e ai nostri politici.
Scrivendo l'inciso prima del racconto non so se sarà poi così chiaro il nesso tra le due cose, ma me lo auguro
Tribunale di Nazareth
-Che il segretario ci legga il rapporto sulla nottata e la testimonianza che il centurione Giulius ha raccolto dall'imputato
-Obiezione vostro onore, l'accusa vorrebbe sentire i fatti dalla viva voce dell'imputato signor Esrom figlio di Amos
-Respinta, l'imputato non può essere qui per motivazioni mediche dovute all'argomento del dibattimento e se sta per chiederlo no, avvocato, la corte non rinvierà il dibattimento ad un altro giorno, proceda pure segretario.
"Il qui presente Centurione Giulius" inizia a leggere il segretatio "procedeva lungo la strada che dalla taverna di Obed conduce alla caserma all'incirca alla terza ora dopo il tramonto quando transitando di fronte alla casa dell'imputato Esrom sentiva da essa provenire il suono di una balestra che scocca un dardo subito seguito dal rumore di mobili rovesciati. Secondo la procedura il qui presente centurione Giulius dopo aver sguainato la daga dapprima si portava al coperto per non essere bersaglio di ulteriori dardi e poi accertava che nella via nessuno correva pericolo giacchè tutte le finestre erano chiuse. Il centurione Giulius avanzava quindi sino alla porta che è poi risultata essere quella dell'abitazione dell'imputato Esrom ed ivi bussava vigorosamente dichiarando la sua identita e lo scopo della sua visita.
Proseguendo all'interno urla e rumori e vedendosi negare l'ingresso alla casa dalla chiara assenza di qualcuno che gli aprisse la porta il centurione Giulius procedeva ad abbattere la porta con calcio allo scopo di entrare e sedare il sommovimento interno all'edificio.
Il centurione Giulius dopo l'abbattimento della porta si trovava quindi di fronte alla situazione riportata nella piantina allegata.
Al ricominciare di grida di donna il centurione Giulius correva nella stanza adiacente che risultava essere la stanza da letto della signorina Maria figlia di Esrom promessa sposa di Giuseppe della casa di Davide.
Agli occhi del centurione Giulius così si presentava la scena, la signorina Maria figlia di Esrom promessa sposa di Giuseppe della casa di Davide giaceva a letto coprentesi con le lenzuola urlando isterica, il di lei padre l'imputato Esrom al suo fianco con in mano una balestra scarica fissava il corpo steso a terra con un dardo di balestra sporgente dal petto mentre la di lei madre Sara cercava di calmarla.
Il corpo steso a terra non è stato a tutt'oggi identificato, risulta essere un giovane dai capelli biondi e gli occhi chiari vestito in tunica bianca con grandi ali anch'esse bianche. Il giovane risultava altresì essere armato con una lunga spada che secondo la dichiarazione del centurione Giulius emanava fiamme luminose come il sole e calde come una fucina, ma questo fatto benchè testimoniato da tutti i presenti nella stanza non è stato accertato poichè all'arrivo di altre persone sulla scena del delitto il fenomeno aveva già cessato di verificarsi.
Esrom figlio di Amos dichiarava al presente centurione Giulius di aver sentito dei rumori venire dalla stanza della di lui figlia ed essersi inquietato perchè Maria promessa sposa a Giuseppe della casa di Davide non conosce uomo e nessuno viene ammesso nella di loro casa dopo il calar del sole per preservare il di lei nome, fatto questo confermato da più fonti tra il vicinato.
L'imputato Esrom figlio di Amos dichiara dunque di essersi alzato con cautela e di aver visto una luce forte venire da dietro la tenda che divide la stanza della figlia dalla stanza comune come se lei avesse acceso lanterne in numero di tre, cosa impossibile giacchè la famiglia è stata accertata possedere lanterne in numero di una e per di più al momento del fatto priva di combustibile da almeno una giornata.
Alla vista di tale luce l'imputato Esrom dichiara dunque di aver afferrato la balestra che tiene allo scopo di scoraggiare i predoni e che ha regolarmente denunciato alle autorità romane e di essere entrato "di scaranata" nella stanza della di lui figlia sorprendendo il giovane sopracitato in piedi al capezzale della figlia chiaramente terrorizzata.
A tale vista l'imputato Esrom figlio di Amos dichiara testualmente "era un intruso e minacciava mia figlia con la spada, senza pensare ho preso la mira e ho lanciato il dardo".
Esrom figlio di Amos successivamente all'arrivo del centurione Giulius e dietro sue pecise domande ha ammesso che il dardo nel cuore del giovane era proprio quella da lui sparato con la balestra impugnata."
-Grazie Segretario, la difesa vuole chiamare a testimoniare qualcuno?
-No signor giudice, i fatti per noi risultano già chiari così
-L'accusa ha qualche teste a carico da far ascoltare alla giuria?
-No signor giudice, sono stati tutti ascoltati
-Molto bene, si proceda dunque con le arringhe finali, prego la difesa di cominciare
-Grazie signor giudice, il mio discorso non sarà lungo, i fatti sono semplici e chiari la famiglia di Esrom figlio di Amos è stata minacciata proprio nel luogo che è il massimo tempio della famiglia stessa, la loro casa, ed il signor Esrom armato più di coraggio e senso della giustizia che di una balestra ha ucciso, si ucciso non ho paura di dirlo, l'aggressore, un giovane, un balordo armato che si era introdotto in casa loro probabilmente con l'intento di molestare una giovane donna nonchè una promessa sposa. Il signor Esrom non dovrebbe nemmeno essere un imputato, ma un eroe, quel balordo questa notte non entrerà in nessuna delle vostre case con una spada fiammeggiante a farneticare, il signor Esrom ha fermato questo criminale prima che facesse qualcosa di irreparabile e noi siamo qui a parlare di condannarlo alla prigione. Guardate bene la promessa sposa di Giuseppe, se ora non è disonorata è solo grazie al coraggio di suo padre con a buon diritto ha difeso la sua casa e le sue donne come un uomo deve poter fare, cioè con ogni mezzo disponibile. La casa di un uomo è il suo tempio ed un uomo ha il diritto ed il dovere di proteggere la sua famiglia e i suoi beni con ogni mezzo disponibile, ricordate bene, un criminale morto è un criminale che non entrerà in casa vostra dopo essere fuggito dalla sua.
La vita di un uomo è sacra questo è vero, ma è più sacro il diritto di difendere ciò in cui si crede con ogni mezzo, Esrom figlio di Amos crede nella sua famiglia e la difende, per questo merita una medaglia, non un infamia. Ho concluso vostro onore.
-Un grazie alla difesa, che l'accusa dica ciò che ha da dire
-Grazie vostro onore, il mio collega dice che un uomo può uccidere per ciò in cui crede, ma non contempla l'errore, sappiamo noi perchè il giovane era entrato nella loro casa? no, e non lo sapremo più. Possiamo forse noi essere sicuri che quel giovane non fosse latore di qualche buona novella e che preso dalla notizia stesso abbia tralasciato di farsi annunziare? no, e non lo sapremo più perchè quel giovane ha un dardo conficcato nel petto e non potrà più dirci nulla. è vero quel giovane aveva una spada, ma era sfoderata? le domande su questo tema che l'accusa ha rivolto al centurione Giulius hanno ricevuto risposta negativa, possibile quindi che il giovane non avesse nessuna intenzione di usare quella spada? non lo sapremo mai perchè Esrom figlio di Amos lo ha ucciso, lo ha ucciso solo perchè il giovane era in piedi a più di un metro dal letto di Maria promessa sposa di Giuseppe della casa di Davide. Il mio collega dice che Esrom figlio di Amos ha ucciso a buon diritto per difendere ciò in cui crede ovvero la famiglia, ma se Esrom figlio di Amos credesse con uguale forza nei blasfemi dei pagani dei greci sarebbe legittimato ad uccidere un fariseo per questo? se liberiamo Esrom per l'uccisione di un giovane con le ali che si era introdotto nella sua casa non dovremo poi liberare anche tutti i pagani che uccidano per la loro falsa fede? oppure siamo qui a decidere una scala nostra personale in base alla quale un uomo che creda nelle nostre stesse cose abbia più diritti di un altro che abbia idee diverse? signori della giuria, non prendiamoci in giro, con questo dibattimento siamo chiamati a decidere se sia giusto usare le armi contro una persona che invade fisicamente o mentalmente (perchè alla fine dei conti non c'è differenza) il nostro territorio. Io credo che la risposta sia scontata, la nostra risposta deve essere no, non dobbiamo legittimare l'uso della balestra come uno strumento di risoluzione dei problemi, un'arma non risolve il problema, non permette il dialogo, mette a tacere l'avversario e inasprisce l'odio in chi dell'avversario era amico. Quando sarete di là per deliberare pensate molto e a lungo su cosa voterete, potreste legittimare delle uccisioni per errore e delle uccisioni per orrore, l'orrore di chi crede che la violenza sia una soluzione. Vostro onore ho finito.
-Grazie anche all'avvocato dell'accusa. Il dibattimento è concluso, attendiamo le conclusioni della giuria.
I giurati si ritirano per deliberare sul destino di Esrom figlio di Amos.
Esrom figlio di Amos con la pressione di un grilletto ha già deliberato il destino del mondo.
Per chi non avesse chiara la fonte d'ispirazione dei fatti consiglio Luca 26,38.
Per chi non lo sapesse da due giorni è legale in italia sparare a qualcuno che ti sia entrato in casa. doverosa autoconfutazione, mi sono informato, non è proprio legale, il disegno di legge ha fatto solo uno dei due passi necessari per essere davvero legge.
Per chi non lo sapesse ieri a Londra sono scoppiate 4 bombe.
Per chi non lo sapesse siamo da molti anni in giro per il mondo ad esportare la democrazia.
Per chi ancora non avesse capito quello che voglio dire è che legittimare un qualunque tipo di violenza e l'uso di qualunque arma non può che essere un preludio a qualcosa di più grande, per menti non assennate (e chi legittima della violenza non è assennato) il passo tra l'usare un'arma per uno scopo (stringendo molto i denti) comprensibile a tutti ed usare un'arma per un'idea che la mente non assennata pensa dovrebbero condividere tutti è molto breve.
Per chi non lo sapesse oggi è l'8 Luglio 2005 ed io ho paura.

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