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sabato, 05 novembre 2005
Sentimental Engineering

Se uno sceglie di fare il capo scout a corollario della suddetta decisione si carica anche in spalla una serie di autolimitazioni a cui difficilmente si può abdicare.
Un capo scout non va in vacanza da se stesso, se ha scelto con criterio e lo fa credendoci non può essere solo il re del suo stagno, ma deve sentirsi responsabile anche degli altri scout (non di tutti i ragazzi naturalmente, solo di quelli che hanno fatto la scelta scout, sennò poi scivoliamo nell'utopia, nell'autocelebrazione ed anche nel credere che gli scout sono migliori di tutti gli altri, sono migliori solo di alcuni e peggiori solo di altri in realtà).
Questo perchè un capo scout è una figura educativa, ma non lo è solo nei confronti dei ragazzi sotto il suo diretto "controllo", lo è nei confronti di tutti i ragazzi che lo conoscono in quanto capo, quindi lui nel relazionarsi con questi educandi (tali sono) deve pesare le parole , mediare i suoi atteggiamenti e genericamente comportarsi in maniera coerente con quella che spaccia per sua scelta di vita (naturalmente è un dovere solo in vista dei ragazzi, quello che che si può fare fuori vista è lasciato solo alla coscienza ed alla fortezza della carne del singolo).
Perciò è inaccettabile che un capo (per quanto giovane) faccia perdurare una situazione ambigua con una ragazzina.
Di norma un capo in quanto educatore non dovrebbe essere nemmeno un amico per i suoi educandi, figurarsi se può permettersi di dire che non vuole una storia perchè lui vuole solo divertirsi.
Da parte di un membro di un'associazione che ha l'arroganza di educare ai sentimenti la frase suona profondamente sbagliata.
Lo sbaglio che invalida l'essere capo, non è solo nell'aver permesso questa situazione, ma è non riconoscere il proprio errore, non distinguere tra il se stessi 21enne che vuole solo legittimamente divertirsi ed il 21enne capo scout che si è preso delle responsabilità.
La scelta di essere in una Co.Ca. trasforma una differenza di età anagrafica di 5 anni in una differenza reale di 80 anni di scoutismo solo in questa città e non è una differenza a cui passare sopra con leggerezza, perchè si delegittima il proprio ruolo di capo ed anche quello degli altri fornendo degli esempi al di fuori del  patto associativo che è tanto importante  quanto poco conosciuto (importante per un capo naturalmente, carta per la gabbia del canarino per tutti gli altri).

L'episodio in se è una cavolata, l'atteggiamento che sottointende non è da sottovalutare.
Il problema è non demonizzare il soggetto che probabilmente non ha ancora acquisito una consapevolezza della sua scelta e del suo ruolo.

Attenziò precisaziò
nulla è successo e nulla succederà, come è chiaramente scritto qualche riga sopra l'episodio in se e quindi nelle sue dinamiche portrebbe benissimo essere classificato come "cavolata", non siamo sul italia1 e non montiamo casi sulla carta del pepe.

Il "dummies" della faccenda è l'atteggiamento facile che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta (che ben si accompagna all'atteggiamento troppo rigido che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta) e di conseguenza anche nel non accorgerci che noi dobbiamo delle cose ai ragazzi se vogliamo stare qua a spacciarci per educatori

Postato da: Fafhrd a 01:50 | link | commenti (3) |
scouting for dummies


Commenti
#1   07 Novembre 2005 - 00:38
 
Oh Santo Cielo Fafhrd,
cosa mi racconti. Hai ragione, per quanto la tua frase "fuori vista è lasciata alle carne del singolo" mi suona sbagliata.
E vabbè... Capo con Guida è davvero troppo: è già dura Capo con Scolta...

Sam
(linkato. Non scassare e linka. :))
utente anonimo

#2   07 Novembre 2005 - 00:39
 
Ah, a proposito. Io porto le ragazze. Tu pensa al resto. E linka (nonchè guarda e commenta, che ci tengo) anche
lesquadrigliemorte.splinder.com

Sam :)
utente anonimo

#3   07 Novembre 2005 - 01:39
 
Doverosa precisazione....
nulla è successo e nulla succederà, come è chiaramente scritto l'episodio in se e quindi nelle sue dinamiche portrebbe benissimo essere classificato come "cavolata".

Il "dummies" della faccenda è l'atteggiamento facile che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta (che ben si accompagna all'atteggiamento troppo rigido che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta) e di conseguenza anche nel non accorgerci che noi dobbiamo delle cose ai ragazzi se vogliamo stare qua a spacciarci per educatori
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