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giovedì, 13 aprile 2006
Politically correct

Parlarne!
questo dovrebbe essere l'imperativo, parlarne sempre e comunque.
Di politica naturalmente, l'argomento sottovalutato per eccellenza.
C'è il capo che non vuole influenzare i ragazzi.
C'è il capo che non vuole perdere i ragazzi che si trovano in minoranza.
C'è il capo che l'AGESCI è apartitica.
C'è il capo che tanto sono tutti uguali.
Ci sono tanti capi che non se ne parla perchè non è corretto.

La fauna è vasta e non rassicurante, quasi tutti i capi hanno paura a parlare di politica, vuoi per un'intrinseca sfiducia nelle proprie capacità, vuoi perchè comunque lui per primo non si interessa.

è un errore.
un errore grave.
L'uomo della partenza è un buon cittadino.
Il buon cittadino non solo ha a che fare come un parassita con tutti i servizi che gli paga lo stato, ma vuole anche che siano il meglio possibile, non per se stesso, ma per il maggior numero di persone possibile (qualcuno ha detto "comunità"?).

Detto questo giochiamo a delineare come parlarne correttamente in un clan (ma in reparto se ne deve parlare lo stesso).

I concetti da passare:


Ti deve importare è ovvio e banale, le leggi che governano uno stato fanno si che le fasce più deboli della società riescano a sopravvivere e perchè no anche ad elevarsi e a noi ci piace dire che vogliamo lasciare il mondo un po' meglio di come l'abbiamo trovato.

Tutti i politici sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri è un corollario del "Ti deve importare", se è vero che ad un occhio poco attento (e qualunquista aggiungerei) che la politica sia tutto un magna magna questo non ci esime dal cercare di scegliere quello che magna di meno. Guardiamo al passato, cosa ha fatto una metà dell'emiciclo piuttosto che l'altra? guardiamo al presente, quale delle due parti ha più senso dello stato? (qualità sconosciutà dai più) quale delle due parti ha più correttezza? (qualcuno ha detto lealtà?). Se siamo qualunquisti possiamo anche fregarcene del programma, tanto faranno ciò che vogliono, ma il passato ed il presente contengono dei dati che devono essere usati.

Il tuo orticello non conta più del suo vuol dire che è ora di smetterla con il vizio tutto italiano di ricorrere al mezzuccio, ora di smetterla con il fatto che le leggi contano solo per chi non le sa aggirare, siamo l'unico stato in europa (e forse nel mondo) in cui esiste il condono, bisogna educare ed educarsi al fatto che le leggi non sono fatte per essere aggirate.

Distingui il grano dalla pula ovvero informati, sappi che quello che paghi sui rifiuti non è una tassa ma un'imposta (c'è differenza), cerca i numeri che vengono citati da almeno un paio di fonti, insomma non ti fidare ma controlla, controlla se ci sono i soldi perchè facciano quello che dicono, ma soprattutto controlla che quello che urlano in un proclama venga messo in pratica efficacemente e non sia un semplice palliativo.

Sono quattro cose e mi sembrano pure semplici, dovrebbero già essere insiste nella sensibilità di un caposcout, quindi perchè non parlarne? perchè non cercare di "trapassarle" insieme alla spiritualità al servizio e a tutte quelle altre belle cose di cui ci riempiamo la bocca?

Noi dobbiamo mettere i ragazzi in grado di valutare il candidato migliore (o il meno peggio se siamo qualunquisti) in delle elezioni.
Il candidato migliore non è il nostro, ma quello che lui si sceglie in base ai parametri che gli insegnamo.
E questo è quanto.

Naturalmente il candidato da me votato è il migliore e gli altri sbagliano, ma sono altre storie

Postato da: Fafhrd a 11:25 | link | commenti (2) |
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Commenti
#1   24 Aprile 2006 - 08:09
 
EH... parole sante... (la Tarsu è una tariffa, non un'imposta, e nemmeno -giustamente, come già dici, una tassa. Fino a 2 o quattro anni fa -in base a dove si abita- era una tassa. Ora non più)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sazerbi

#2   16 Maggio 2006 - 23:32
 
e son daccordo!
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