Profondità di campo

"ad ogni nuova soluzione corrispondono nuovi problemi"
"si lavora e si fatica per poco pane e niente fica"

"per te scrivere è fare le fotografie dentro" di Jeanette

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lunedì, 07 luglio 2008
5 piccole perle bianche (visual edition)

Postato da: Fafhrd a 15:02 | link | commenti |
racconti, meraviglie

venerdì, 19 gennaio 2007
Awards

a questo ci partecipo.
E basta

Postato da: Fafhrd a 14:02 | link | commenti |
racconti, meraviglie

lunedì, 20 novembre 2006
drop me a line

In un commento al mio post precedente sono stato invitato a partecipare al concorso "Fantascienza in una riga" proposto dal blog INNOVARI Retrofuturo.
Ho partecipato, di fretta ma ho partecipatoperchè l'idea era mostruosamente stuzzicante.
Avendo pensato e postato il mio racconto l'ultimo giorno possibile nelle ultime ore possibili ho potuto leggere i racconti dei miei rivali e sono stupito della qualità dei racconti, nella mia sconfinata (arroganza) sicurezza in me pensavo che avrei avuto gioco facile, ed invece alcuni mi piacciono proprio, sono curioso di sapere come andrà a finire.

Il mio racconto: "sue mani languide la percorsero tutta, poi si riattaccarono ai polsi."

L'alternativa: "l'uomo girò l'angolo e le rette si incontrarono all'infinito"

Postato da: Fafhrd a 22:23 | link | commenti (2) |
racconti, meraviglie

venerdì, 23 giugno 2006
You are so vain

ComicsWave

ed io sono uno degli sceneggiatori!

Postato da: Fafhrd a 15:41 | link | commenti |
racconti, meraviglie

mercoledì, 22 febbraio 2006
recently dreams bite

qualche appunto veloce

Postato da: Fafhrd a 11:39 | link | commenti (1) |
racconti

sabato, 21 gennaio 2006
Max Wave in Fame di Fama

Ho scritto una sceneggiatura (che poi sono due, ma forse è una e mezzo) per il concorso ComicsWave che vedrà il suo epilogo all'ArezzoWave 2006 (www.arezzowave.it), Probabilmente i dialoghi sono da rivedere così come il numero delle vignette per pagina. L'idea è di ricordare i vecchi fumetti horror, quelli con Zio Tibia per intenderci. Non ho ancora deciso quale mi piace di più, anche se probabilmente il primo mi sembra più divertente, ne parlerò con il disegnatore.
L'unica differenza tra le due versioni è la Tavola 2, la colonna a sinistra vede un'indagine da duro forse più adatta all'idea di atmosfera da rendere, la colonna a destra invece è più surreale, ma anche più in linea con la "carta d'identità" di Max Wave ed effettivamente anche più divertente.


Fame di Fama


Sinossi:

L'idea di stile è la stessa dei vecchi fumetti dell'orrore di Zio Tibia, un narratore che introduce la storia in una ambiente totalmente svincolato dalla storia, appoggiandosi al bordo delle vignette e parlando direttamente con il lettore.
La trama è la storia di un cannibale che cerca di diventare famoso mangiando gruppi musicali già celebri acquisendone il repertorio e sostituendosi a loro.


Tavola 1

1 - Parte alta della pagina

Max Wave stile zombi/zio tibia è appoggiato al riquadro del titolo che contiene appunto il titolo ed i nomi degli autori ed introduce la storia:

“Tutti voi avete sicuramente sognato di diventare famosi, di suonare su un palco, magari davanti a migliaia di persone, qualcuno ne ha fatto una malattia, qualcun altro un mestiere, ma solo uno ne ha fatto una dieta. Qualcuno che come vedrete aveva....

2- centro della pagina

Il riquadro del titolo invade la vignetta in cui si vede che un uomo dal tipico aspetto dell'impiegato sfigato è seduto sopra una pila di resti umani, sono i componenti di una band famosa (scegline una i cui componenti abbiano qualche particolare che li distingua anche solo da un particolare, che ne so, un tatuaggio famoso, una testa staccata, qualche accessorio del vestire), sta sgranocchiando un braccio e componendo pigramente qualche accordo su una tastiera (si vedono un paio di note, ma sono contorte, come se fossero stonate). Intorno a lui la stanza è una sala prove ingombra di strumenti sfasciati e macchiati di sangue.

Fondo pagina

3 – vignetta in soggettiva, intorno ad un tavolo sono raccolti 4 o 5 ciccioni vestiti come avvocati, dovrebbero pur essendo esseri umani assomigliare a: maiale, iena/sciacallo, volpe, serpente e scimmia. Stanno fissando con malcelata ostilità il personaggio di cui la vignetta è la soggettiva.

4 - a fianco dell'altra, primissimo piano dell'uomo con la faccia di maiale (che era anche seduto al centro degli altri ed evidentemente ne è il portavoce. “Non ci siamo mai stati simpatici Max, ma c'è bisogno di te, forse il Rock & Roll è immortale come dici tu, ma vorrà ancora vivere quando questo tizio avrà mangiato tutte le stars e sarà il solo a suonarlo?

5 – ruota la telecamera, si vede che la persona con cui stava parlando il maiale è Max Wave, chitarra a tracolla, cuffie del lettore mp3 abbandonate intorno al collo (importanti, Max le dovrà sempre avere in vista senza mai indossarle, lo salveranno nel finale). Il maiale continua a parlare “noi discografici ti offria...”Max lo interrompe (il suo baloon si sovrappone) “non voglio niente da voi, lo faccio per Lui, ed anche per me e per tutti quelli che ci credono” (se al posto di ci credono c'è un modo di dire rockeggiante che ha lo stesso significato è meglio).


Tavola 2

è la pagina in cui Max Wave indaga sul delitto, la prima vignetta è a tutta pagina e a questa si sovrappongono le altre 5 vignette quadrate che vedono Max indagare in diversi posti e con diverse persone.

1 - si vede la faccia di Max Wave in primissimo piano incazzata e determinata come non mai

1bis – si vede Max Wave con indosso un ridicolo cappello da sherlock holmes ed un'antiquata lente di ingrandimento è chino sui resti su cui era seduto il cannibale nella prima vignetta (quindi anche intorno a lui ci saranno le stesse cose). Importanti di nuovo le cuffie del lettore mp3.

2 – Max sta parlando con una segretaria nel suo ufficio è serio è notte, la scena è rischiarata dalla lampada da scrivania “Dai bionda, sforzati, dovrai aver notato altro” sta dicendo Max duro alla donna “no, no, so solo che portava gli occhiali era una faccia come tanti altri” dice lei in lacrime per il rude interrogatorio.

2bis – Max parla con un'avvenente segretaria “Cerca di ricordare il più possibile bella, devo trovarlo, mi serve la sua faccia” la segretaria ha lo sguardo adorante ed innamorato: “oh Max, vorrei tanto poterti aiutare, ma era un uomo come tanti altri, portava degli occhiali”.

3 – Max all'angolo di una strada sta parlando con un ragazzo di colore con la borsa carica di cd copiati, piove, la scena è rischiarata dalla luce di un lampione: “Parla ti dico! se non lo trovo tu avrai un solo cd da copiare, il suo....e non lo vorrà nessuno” il ragazzo è spaventato “no conosco! Ho visto lui uscire, aveva valigetta come che lavora in banca”

3bis – Max con l'impermiabile del tenenete colombo ed un sigaro in mano è voltato a metà verso un ragazzo di colore carico di cd copiati all'angolo di una strada “stavo dimenticando una cosa, avete detto che aveva una camicia ed un completo grigio, non aveva per caso anche una valigetta” il ragazzo nero risponde “si amicu, quelle piccole, come che lavora in banca”

4 – Max sta parlando con l'uomo delle pulizie, è serio e nervoso, non dice nulla. L'uomo delle pulizie riempie quasi tutti gli spazi liberi della vignetta con il suo ballon: “...guarda uno sporco che non ti dico,

però pulendo sotto la batteria di fianco al fegato del bassista ho trovato quel tesserino, ma davvero davvero un caos simile neanche quando ho pulito la camera d'albergo dei .... (inserire gruppo rock famoso per devastare stanze d'albergo) che poi il casino è stato tirar via il sangue dalla tappezzeria, che razza di idea la tappezzeria in una sala prove.....” Il suo baloon comincia con le scritte così piccole da essere illeggibili, ai limiti della leggibilità invece c'è la prima riga e le parole vanno avanti ingrandendosi finchè al massimo c'è la frase in grassetto, poi il testo torna a rimpicciolirsi fino a diventare di nuovo illeggibile, l'idea è che l'uomo delle pulizie abbia parlato per ore e debba parlare per altre ore.

4bis – Max sta parlando con l'uomo delle pulizie, è serio e nervoso, non dice nulla. L'uomo delle pulizie riempie quasi tutti gli spazi liberi della vignetta con il suo ballon: “...guarda uno sporco che non ti dico,

però pulendo sotto la batteria di fianco al fegato del bassista ho trovato quel tesserino, ma davvero davvero un caos simile neanche quando ho pulito la camera d'albergo dei .... (inserire gruppo rock famoso per devastare stanze d'albergo) che poi il casino è stato tirar via il sangue dalla tappezzeria, che razza di idea la tappezzeria in una sala prove.....” Il suo baloon comincia con le scritte così piccole da essere illeggibili, ai limiti della leggibilità invece c'è la prima riga e le parole vanno avanti ingrandendosi finchè al massimo c'è la frase in grassetto, poi il testo torna a rimpicciolirsi fino a diventare di nuovo illeggibile, l'idea è che l'uomo delle pulizie abbia parlato per ore e debba parlare per altre ore.

5 – Max afferra per il bavero un impiegato di banca nella sua stessa banca e con il viso ad un millimetro dal suo volto gli urla “dov'è lui? parla”, l'impiegato è terrorizzato, ma si capisce che parlerà.

5bis – Max calvo (ma con il ciuffo, siamo in stile montalbano, occhio al lettore mp3) sta parlando vagamente alterato con un impiegato allo sportello di una banca “Dov'è ammucciato chillo tinto? Non tambasiare, rispunni o ti piglio a lignate e a càvuci nei cabasisi".



Tavola 3

1 - c'è una grande vignetta semicircolare al centro della pagina, si vede Max Wave e la segretaria della prima vignetta della tavola precedente parlare, sono appoggiati agli stipiti di una porta, l'uno di fronte all'altro, lei sta fumando una sigaretta, fuori piove.

Max è preoccupato (cuffiette mp3) primo ballon: “potrei non farcela piccola, so dove trovarlo, ma non so come ha fatto a mettere fuori combattimento tutte quelle band, alcuni di loro erano tipi tosti, e lui è un impiegato, c'è qualcosa di strano”

Lei è spaventata secondo baloon:“Non andare Max, ascolteremo il suo rock per sempre, d'accordo, ma lo faremo insieme almeno”

Max terzo baloon:“Niente da fare piccola, ho promesso che avrei sistemato le cose, lo devo ai Baghino Riccio e a tutti coloro che suonano il rock nei garage sognando grandi palchi. Non gli permetterò di mangiarsi tutte le stars”


Le restanti vignette riempiono la pagina in maniera obliqua come se fossero dei raggi che partono dalla vignetta semicircolare, vogliono essere dinamiche come un fumetto di supereroi americano.

2 – è la prima in alto C'è Max Wave che spalanca una porta con un calcio in assetto da guerra con la chitarra imbracciata come se fosse un mitra pronto a suonare

3 – L'impiegato colto di sorpresa esclama “tu qui?”

4 – primissimo piano degli occhi occhialuti dell'impiegato, si è ripreso dallo spavento lo sguardo è cattivo e malvagio c'è un balloon: “il tuo rock non è disprezzabile, mangerò anche te....ORA”.

5 – L'impiegato si getta verso una tastiera nell'angolo, mentre il primo accordo sparato da Max Wave si alza nell'aria


6 – questa vignetta è rettangolare a piè di tavola, l'inquadratura è laterale ed è larga come tutta la tavola ma è bassa, l'atmosfera da rendere è quella di un duello western, si vedono Max e l'impiegato fronteggiarsi, dalla tastiera escono note chiaramente stonate che rompono l'assolo di Max.



Tavola 4

1 – Vignetta rettangolare c'è Max a terra sofferente circondato dalle note stonate dell'impiegato. baloon: “Ora capisco, tu sei un cane a suonare, li hai storditi così prima di finirli e divorarli”

2/3/4/5– Sono vignette tutte grandi uguali in sequenza

2 – c'è la mano di Max in primissimo piano che avvicina un auricolare all'orecchio

3 – l'impiegato sgrana i suoi occhi occhialuti intuendo cosa vuole fare Max e continua a suonare

4 – di nuovo primissimo piano della mano di Max che attiva i controlli mp3 integrati nella sua cintura

5 – si vede la paura sul volto dell'impiegato che continua a suonare, ma sopre alle sue note si leggono ora le parole di un noto testo rock

6 – è una vignetta rettangolare a piè di tavola. Max è ora in piedi con la chitarra in pugno, il testo della canzone continua a scorrere nella vignetta, l'impiegato è indietreggiato dalla tastiera ed è contro il muro.

7 – ha la forma di trapezio rettangolo ed è ritagliata all'interno della vignetta 6 (eventualmente rubando un cincino di spazio alla vignetta 5), qui dentro si vede l'impiegato legato come un salame con un bavaglio, dietro di lui si vedono le gambe di Max Wave appoggiato alla sua fedele chitarra.

In fondo alla pagina c'è un piccolo Max Wave stile zio Tibia che sta mangiando un panino (solo la faccia e la mano con il panino) il baloon dice: “curioso le storie che parlano di cibo mi fanno sempre venire fame, qualcuno di voi vuole un panino prima della Fine, deve essere roast-beef, ma ha un curioso strano....” la parola fine esce fuori dal baloon ed ha un lettering diverso.

Postato da: Fafhrd a 03:42 | link | commenti (2) |
racconti

mercoledì, 23 novembre 2005
A faery tale

Alzi gli occhi dallo schermo del portatile ed il folletto è lì, sul davanzale della finestra, al quinto piano.
Le piccole nocche stanno bussando leggermente sul vetro mentre la bocca è atteggiata in un largo sorriso che illumina i grandi occhi, mentre lo stereo canta

"C'è bisogno di aguzzare la vista
Per capire quali sono gli amici..."

Trasecolato ti alzi, giri la maniglia ed apri la finestra incurante del vento molto forte e molto freddo che agita gli alberi ed i vestiti per le strade, il folletto con un movimento agile delle ginocchia ossute è già dentro seduto sul lato interno nel tempo che hai impiegato per sbattere le ciglia

"...Bisognerebbe restare svegli
Per scoprire tutti i nemici..."

L'ospite sta facendo cenno di chiudere sorridendoti con il sorriso del gatto che ha mangiato il topo, rabbrividisci e richiudi lo spiraglio sul mondo esterno, una stella ti guarda da appena sopra la casa di fronte ed il folletto salta sul pavimento, immobile lo fissi con un'espressione sciocca

"...Ci vorrebbe un paio di scarpe nuove
Per partire, per scappare lontano
E poi seguire una traccia sbagliata
Perdersi meglio e non tornare più indietro..."

Ti afferra per l'orlo dei pantaloni della tuta ed inizia a tirare con due mani, muovi un passo lasciandoti trascinare e ti fa sedere sul letto, sei confuso, non sai che fare, che dire, lui ti lancia i pantaloni del pigiama sulla faccia e poi la maglia

"...Bisognerebbe fermarsi in tempo
Non aver fretta ma rallentare
Bisognerebbe solo ascoltare
o ancora meglio, cambiare canale..."

Ti cambi mentre il folletto ti osserva compiaciuto, appena hai finito senza preavviso spicca un salto e ti colpisce sul petto abbattendoti sul cuscino.
Lo fissi.
Come una madre gentile afferra le coperte e te le appoggia sopra, il caldo del piumone è così piacevole da stordirti

"..Ci vorrebbe una muta di corde nuove
Per suonare sempre scordati
C'è bisogno di nuove canzoni
Con parole per sognare più forte..."

Ti cammina sopra leggero come una piuma e fissandoti occhi negli occhi con i suoi grandi e nocciola ed allunga una mano per farteli chiudere.
Li tieni leggermente socchiusi, ma vedi la scena come se fossi in piedi al centro della stanza

"...Bisognerebbe fare sogni grandiosi
Oltre la noia e le nevrosi
Avere cura, avere pazienza
Di tutta quanta l'intelligenza..."

Ti vedi, sdraiato sotto al tuo piumone con le braccia sollevate e piegate intorno a proteggerti, hai un folletto accucciato sul petto che sta allungando le sue mani ai lati della tua testa.
Ti senti rassicurato da questo gesto.
Vedi il folletto afferrarti per le orecchie e girare, sta svitando la tua testa ed è piacevole, i pensieri perdono la voce.
Quando ha finito mette la tua capelluta testa nella bisaccia vuota che porta appesa sul lato destro della cintura, scioglie i legacci della bisaccia che sta sul lato sinistro e con delicatezza avvita un'altra testa identica alla tua sul tuo corpo.
Solo a questo punto ti addormenti profondamente.

La canzone che inframmezza è "Ramblers Blues" dei Modena City Ramblers
Questa storia è un regalo perchè non sono l'unico folletto ne tantomeno l'unico regalo che c'è in giro.

Postato da: Fafhrd a 12:14 | link | commenti (5) |
racconti

sabato, 19 novembre 2005
Book & Chocolate

l'inizio
la parte precedente

Lo sguardo scorre su tutti i mobili della cucina, il mestolo sporco è lì dov'era e non gli è cresciuto nessun occhio che possa essere strizzato, al piatto di pranzo non sono spuntati i denti, il forno non sta sbattendo autonomamente ed ossessivamente lo sportello e nel frigorifero presumibilmente non alberga ancora nessuno spettro sumero, ma Mauro comunque si muove con la cautela di un uomo che ha già fatto dieci passi in un campo minato, non sa cosa aspettarsi, ogni cosa adesso potrebbe far spuntare fuori qualcosa di assurdo come un piccolo ometto di fiamma o sa il diavolo cosa e l'ipotesi di essersi immaginato qualcosa di così dettagliato non è affatto consolatoria.
Il primo impulso è di telefonare a qualcuno, non la polizia, per carità, qualche buon amico, due sono i nomi che ha in mente che potrebbero ascoltarlo e calmarlo, ma se dal telefono uscisse una voce diabolica? e se il cellulare gli mordesse via un orecchio? Una volta visto un piccolo uomo di fiamme uscire dal proprio normalissimo fornello a gas tutto diventa possibile
ma ti rendi conto Thorin? un ometto di fiamma, che diavolo può uscire dalla mia lavatrice? un elementale dell'acqua? devo aspettarmi un coboldo in cantina?” Mauro parla con il suo cardellino per spezzare la tensione ed il cardellino questa volta non cinguetta è in un angolo della gabbia con le piume tutte arruffate e la testa sotto un'ala, probabilmente terrorizzato.

qualche altra riga e probabilmente parecchie cose da rivedere nelle reazioni di Mauro, buona lettura

Postato da: Fafhrd a 16:41 | link | commenti (1) |
racconti

l'inizio
la parte precedente....

Lavorare, lavorare, lavorare, blandire i clienti, ingrandire i meriti, diminuire le colpe, risolvere i problemi e finalmente staccare.
Finalmente il tempo di andare verso casa a piedi possedendo tutto il tempo del mondo, fermarsi sul ponte di Tiberio a guardare il tramonto dietro al parco, passare nel borgo con la sua aria di vecchio, arrivare al vecchio arco di porta Marinara ed un passo dietro l'altro il tempo si dilata, ci si può guardare intorno, sentire un uccello cantare ed accorgersi di una foglia cadere, ma soprattutto i pensieri si accodano anche loro uno dietro l'altro, non con la precisa organizzazione militare, ma piuttosto con la pigra indolenza di un gatto che segua il suo convivente umano ed è così che Mauro arriva a casa.
Appena aperta la porta viene salutato con un festoso cinguttio da Thorin il suo cardellino e nota anche che stranamente la TV è già accesa e lui ha pranzo non la aveva sicuramente toccata.
Il frigo elargisce la sua luce ed il suo freddo alla piccola cucina mentre il telegiornale chiacchiera di sottofondo, Mauro non ha voglia del mondo ed insieme alla carne tira fuori anche il telecomando dal suo artico personale, non è il posto dove si aspettava di trovarlo, ma ne è contento, si è risparmiato una lunga ricerca in posti altrettanto improbabili.
La carne sul tavolo e la pressione di un tasto spostano la tv su un altro canale, di nuovo telegiornale,, una altro tasto: un altro telegiornale, l'ennesimo tasto: l'ennesimo telegiornale, la stranezza della cosa comincia a filtrare nella mente di Mauro e finalmente ascolta le parole rinunciando per un attimo a pensare a cosa farne di quelle fettine di tacchino.
*...le nostre forze di polizia coadiuvate dall'esercito si stanno attivando*
sta dicendo il comunicato con la faccia del solito noto commentatore *per mettere sotto controllo questi fenomeni che ancora non hanno una spiegazione scientifica. Tutti i cittadini sono pregati di mettersi in contatto con il più vicino tutore dell'ordine o di chiamare il 113 se nelle loro vicinanze dovesse iniziare a manifestarsi una qualunque avvenimento inusuale.
Questo comunicato verrà ripetuto per 15 minuti ogni ora per le prossime 48 ore la Presidenza del Consiglio prega tutta la cittadinanza di non allarmarsi, ciò che è stato visto nei telegiornali delle scorse ore sta accadendo in tutti i paesi alleati e non, le nostre forze di polizia coadiuvate dalle forze armate si stanno attivando per mettere sotto controllo questi fenomeni che ancora non hanno una spiegazione scientifica. Tutti i cittadini sono pregati di mettersi in contatto con il più vicino tutore dell'ordine o di chiamare il 113 se nelle loro vicinanze dovesse iniziare a manifestarsi una qualunque avvenimento inusuale Questo comunicato verrà ripetuto per 15 minuti ogni ora per le pros*

“ma che diavolo mi sono perso oggi Thorin?”
dice Mauro all'uccello nella gabbietta ricominciando a cucinare“forse anche la tv che si accende da sola è uno di quei fenomeni che dovrei comunicare ad un poliziotto, tu che dici?” continua, mentre le sue mani hanno infarinato la fettina e versano un filo d'olio in padella “me la vedo già la scena: scusi agente, sono rientrato a casa e la mia TV era accesa, sarei un degno figlio della psicosi, al massimo potrei parlare del locale in cui sono stato oggi, quello si che era strano, ed anche fenomenale, devo tornarci, sono neanche a metà di un ottimo libro” Thorin cinguetta la sua approvazione al tono del padrone mentre a tv continua a ripetere il comunicato.

La padella è unta, la carne è stata preparata, gli altri ingredienti sono a portata di mano e Mauro compie il rito quotidiano di chi vive da solo, accende il fornello, la manopola viene premuta e contemporaneamente girata, la scintilla inizia clicchettare sul piano d'acciaio e con una vampa blu il metano si incendia, Mauro salta indietro, lascia tutto e si appoggia al tavolo.
cazzo Thorin lo vedi? oh cazzo questo si che lo dovrei denunciare” insieme alla normale aureola del metano c'è un piccolo ometto perfettamente formato fatto di fiamme in piedi sulla piastra nera e liscia del fornello
oh cazzo, quello non c'era, lo sai vero che non c'era?” continua a dire Mauro al suo cardellino che non può capirlo.
merda, ma lo sto vedendo?” pensa strizzando gli occhi per riaprili in tutta fretta, l'ometto non è scomparso, anzi sta camminando con passo elastico lungo tutto il bordo circolare del fornello.
Compiuto tutto il giro riguadagna il centro e si siede a gambe incrociate, piccole gambe di fiamma incrociate.

Mauro ancora appoggiato al tavolo con una mano appoggiata sulla farina appiccicosa che ha usato per il tacchino fissa la scena con sguardo attonito, poi lentamente, proprio come si muoverebbe se fosse di fronte ad una bestia feroce inizia a muovere un braccio, gli sembra che la testa senza lineamenti del piccolo uomo infuocato stia seguendo i suoi gesti “cazzo questa è bella”.
Lentamente, non tremante, ma quasi, allunga un braccio, attento, pronto a ritrarlo verso le manopole della cucina, l'ometto di fiamma continua a fissare i suoi gesti senza occhi e quando le dita di Mauro dopo 5 secondi effettivi e quasi mezz'ora di tempo soggettivo iniziano a girare il pomello per chiudere il gas un piccolo braccio di fiamme si alza in un saluto per poi scomparire insieme alla normale aureola del metano.

continua.....

Postato da: Fafhrd a 03:06 | link | commenti |
racconti

sabato, 05 novembre 2005
E tintinnartono i denti


C'è la storia di un signore che tanto aveva lavorato e quindi tanto era stanco. Così stanco che non riusciva a dormire, di prendere sonno non c'era verso, e sbadigliava, sbadigliava e sbadigliava, finchè ad un bel momento sbadigliò così tanto e così tanto si aprì la sua bocca che non riusciva più a richiuderla. Per quanto provasse a tenerla a freno la sua mascella si apriva sempre di più, un centimetro e poi un altro finchè alla fine non cadde dentro al suo stesso sbadiglio.

E di lui non rimase altro che il tintinnio dei denti sul pavimento

Io non so disegnare, ma ho un amico mezzo prete che si è prestato a togliermi questa storia dalla mente, perciò grazie a lui possiamo ascoltare i denti di questo signore tintinnare sul pavimento fino a fermarsi per poi pensare nel silenzio del vento che soffia fuori dalla finestra che non è poi una bella storia la sua, sarebbe potuto succedere a noi.

Per vedere bene l'immagine (e lo merita) vi rimando al mio sito: www.lghinelli.it
In questo caso la tag "vorrei aver scritto" vuole dire "vorrei aver disegnato" naturalmente.

Postato da: Fafhrd a 02:38 | link | commenti |
racconti, meraviglie, vorrei aver scritto



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