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Parlarne!
questo dovrebbe essere l'imperativo, parlarne sempre e comunque.
Di politica naturalmente, l'argomento sottovalutato per eccellenza.
C'è il capo che non vuole influenzare i ragazzi.
C'è il capo che non vuole perdere i ragazzi che si trovano in minoranza.
C'è il capo che l'AGESCI è apartitica.
C'è il capo che tanto sono tutti uguali.
Ci sono tanti capi che non se ne parla perchè non è corretto.
La fauna è vasta e non rassicurante, quasi tutti i capi hanno paura a parlare di politica, vuoi per un'intrinseca sfiducia nelle proprie capacità, vuoi perchè comunque lui per primo non si interessa.
è un errore.
un errore grave.
L'uomo della partenza è un buon cittadino.
Il buon cittadino non solo ha a che fare come un parassita con tutti i servizi che gli paga lo stato, ma vuole anche che siano il meglio possibile, non per se stesso, ma per il maggior numero di persone possibile (qualcuno ha detto "comunità"?).
Detto questo giochiamo a delineare come parlarne correttamente in un clan (ma in reparto se ne deve parlare lo stesso).
I concetti da passare:
Se uno sceglie di fare il capo scout a corollario della suddetta decisione si carica anche in spalla una serie di autolimitazioni a cui difficilmente si può abdicare.
Un capo scout non va in vacanza da se stesso, se ha scelto con criterio e lo fa credendoci non può essere solo il re del suo stagno, ma deve sentirsi responsabile anche degli altri scout (non di tutti i ragazzi naturalmente, solo di quelli che hanno fatto la scelta scout, sennò poi scivoliamo nell'utopia, nell'autocelebrazione ed anche nel credere che gli scout sono migliori di tutti gli altri, sono migliori solo di alcuni e peggiori solo di altri in realtà).
Questo perchè un capo scout è una figura educativa, ma non lo è solo nei confronti dei ragazzi sotto il suo diretto "controllo", lo è nei confronti di tutti i ragazzi che lo conoscono in quanto capo, quindi lui nel relazionarsi con questi educandi (tali sono) deve pesare le parole , mediare i suoi atteggiamenti e genericamente comportarsi in maniera coerente con quella che spaccia per sua scelta di vita (naturalmente è un dovere solo in vista dei ragazzi, quello che che si può fare fuori vista è lasciato solo alla coscienza ed alla fortezza della carne del singolo).
Perciò è inaccettabile che un capo (per quanto giovane) faccia perdurare una situazione ambigua con una ragazzina.
Di norma un capo in quanto educatore non dovrebbe essere nemmeno un amico per i suoi educandi, figurarsi se può permettersi di dire che non vuole una storia perchè lui vuole solo divertirsi.
Da parte di un membro di un'associazione che ha l'arroganza di educare ai sentimenti la frase suona profondamente sbagliata.
Lo sbaglio che invalida l'essere capo, non è solo nell'aver permesso questa situazione, ma è non riconoscere il proprio errore, non distinguere tra il se stessi 21enne che vuole solo legittimamente divertirsi ed il 21enne capo scout che si è preso delle responsabilità.
La scelta di essere in una Co.Ca. trasforma una differenza di età anagrafica di 5 anni in una differenza reale di 80 anni di scoutismo solo in questa città e non è una differenza a cui passare sopra con leggerezza, perchè si delegittima il proprio ruolo di capo ed anche quello degli altri fornendo degli esempi al di fuori del patto associativo che è tanto importante quanto poco conosciuto (importante per un capo naturalmente, carta per la gabbia del canarino per tutti gli altri).
L'episodio in se è una cavolata, l'atteggiamento che sottointende non è da sottovalutare.
Il problema è non demonizzare il soggetto che probabilmente non ha ancora acquisito una consapevolezza della sua scelta e del suo ruolo.
Attenziò precisaziò
nulla è successo e nulla succederà, come è chiaramente scritto qualche riga sopra l'episodio in se e quindi nelle sue dinamiche portrebbe benissimo essere classificato come "cavolata", non siamo sul italia1 e non montiamo casi sulla carta del pepe.
Il "dummies" della faccenda è l'atteggiamento facile che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta (che ben si accompagna all'atteggiamento troppo rigido che abbiamo noi capi scout nei confronti della nostra scelta) e di conseguenza anche nel non accorgerci che noi dobbiamo delle cose ai ragazzi se vogliamo stare qua a spacciarci per educatori
Il diario del campo in 160 caratteri al giorno.
Giorno 1
viaggio & scoperta.
1 tenda=1 pomeriggio ritmi nuovi e nuovo piacere di stare assieme, vecchio solito ritardo.
Bulletti ubriachi all'attacco.
Respinti!
Giorno 2
responsabilità & organizzazione.
Dove i piccoli si fanno valere e i grandi danno buona prova di se.
Si canta e si balla al suono bene.
Qualcuno non dorme!
Giorno 3
impegno & valutazione.
Angoli ed angoli.
Angoli per cucinare e tra le persone.
Bagnati in una nuvola con il roverino e una messa sul coraggio.
Coesione!
Giorno 4
premi & giochi
i giaguari pagano la scarsa progettazione e le gazzelle per un soffio arrivano seconde.
I giaguari ripagano la fiducia.
Chiara ospedale!
Giorno 5
brivido & brivido
Preghiera delle manguste con musical, primo brivido.
Veglia alle stelle con twister, quando parte quante stelle secondo brivido.
Elvis!
Giorno 6
disimpegno & partenze
Chiara torna a casa e tutti partono per due giorni di uscita di squadriglia.
Pentole di due giorni negli angoli.
Cambusiera partita!
Giorno 7
rientri & perlustrazioni
bel giro per g.g mentre si svolgono lotte di potere tra capi.
Grandine epica, angoli reggono, capisq tutti bravi.
Doccia fredda!
Giorno 8
normalità & sesso
Tematica sul sesso preparata la notte riuscita bene, giochi inviti e cotillon una giornata normale come piace a me.
Attriti e pioggia
Grande Gioco
voto duee, spiegazioni complicate di regole non pronte.
Venuto bene solo grazie ai ragazzi.
Ottimi giaguari, manguste sconfitte dall'amore.
Irato!
Giorno 11
smonto & pianti
Le coppiette sono formate e gli angoli vengono smontati.
Un po' di tristezza un po' di giochi e un bel consiglio della legge.
Commosso!
Giorno ultimo
ritardi & malinconia
rimpiango la fine del campo.
Lenti e brutto quadrato, ma buon clima.
A casa niente acqua calda ma un pacco sul tavolo.
Letto!
Si suppone che gli scout debbano responsabilizzare i ragazzi.
Per responsabilizzare i ragazzi gli si danno delle responsabilità.
Queste responsabilità comportano impegni.
Se gli impegni non vengono mantenuti si hanno due scelte:
Una libera citazione dal finale Trainspotting:
"Scegliete la vita. Scegliete gli scout. Scegliete una branca.
Scegliete la Co.Ca.. Scegliete una maxi route del cazzo.
Scegliete uscite, missioni, pranzi alla trappeur e panini al sacco.
Scegliete la buona azione, la carta di clan e una promessa a vita.
Scegliete un grande gioco di tre giorni, scegliete un posto per l'angolo.
Scegliete gli amici. Scegliete una divisa casual e uno zaino leggero.
Scegliete un stanza la dividete in 4 parti e ricopritela con immagini e colori del cazzo.
Scegliete una veglia notturna e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina.
Scegliete di sedervi intorno ad un tavolo a spappolarvi il cervello e lo spirito con la programmazione delle attività.
Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia come aiuti dove non fate danni, ridotti
a motivo d'imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete educato per rimpiazzarvi.
Scegliete il futuro, scegliete la vita.
Ma perché dovrei fare una cosa cosí?
Io ho scelto la vita"
Metto anche l'originale di metà film.
Trainspotting (1996)
Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina? (Ewan McGregor).
Gestire una qualsiasi branca degli scout è una questione di priorità.
Devi decidere a cosa priorità tra la vita sociale tua e lo scoutismo
Sei caposcout e scegli gli scout (giustamente).
Poi devi scegliere se dare la priorità alla Staff o alla CoCa.
E se vuoi sopravvivere ai sabati e alle uscite scegli la Staff.
Ora bisogna scegliere tra le varie attività di una branca quale mettere in priorità massima e poi a scendere.
Diciamo di dover scegliere tra un'attività che cerchi di non far uscire alcuni ragazzi un po' in crisi, un'attività che prepari i ragazzi alla promessa oppure un'attività per l'alta squadriglia che ai ragazzi non interessa minimamente e non li gasa.
Se per ipotesi si scegliesse l'attività per l'alta squadriglia io parafrasei il film Trainspotting e direi:
"...potrei darmi mille giustificazioni, ma non lo farò, io sono un capo ed un essere umano e scelgo la vita sociale"
Perchè mi sembra (come sempre negli scout) una scelta stupida tirare in lungo senza modifiche un'attività che non prende a scapito di alcuni ragazzi che potrebbero avere più bisogno di noi e mi spingerò anche oltre: è estremamente imbecille sacrificare la propria vita sociale per poi occupare il proprio tempo a fare cose che non danno frutto.
C'è un'abitudine perversa: il parlarsi addosso.
E' davvero necessario che gli scout continuino a confrontarsi tra di loro sui massimi sistemi?
Ovviamente se sei ad una riunione di CoCa (Comunità Capi) quando sei con i ragazzi persegui determinate finalità educative e ti comporti in un certo modo sempre (sennò che diavolo vai ad annoiarti a fare in certi posti).
Dato per assodato questo che crescita c'è nel parlare tra persone che hanno già interiorizzato l'argomento dell'argomento stesso? tendente a zero.
Non sarebbe più opportuno confrontarsi sulle modalità da usare per raggiungere questi valori (sapendo poi che una delle cose di cui si parla tanto è il *fare*)?
Ma ancora meglio non sarebbe uscire e vivere la propria vita in mezzo a gente reale che non gliene frega niente di educazione all'affettività e scopa quando vuole?
E non sarebbe meglio uscire e vivere la propria vita in mezzo a gente reale che quando ha un incidente non dice corbezzoli ma bestemmia?
E non sarebbe meglio uscire e vivere la propria vita in mezzo a gente reale che se parli di essenzialità ti risponde "che male c'è a desiderare una cosa se mi da piacere?"?
E non sarebbe meglio insomma vivere la propria vita senza cercare la protezione che ci è data dai nostri "simili" e solo dopo tornare all'ovile e raccontarci cosa abbiamo trovato nella pancia della balena?
Io credo che sarebbe molto meglio, perchè migliorerebbe la persona e di conseguenza il servizio che fà.
Concludo con un aforisma che Oscar Wilde avrebbe voluto dire, ma non era uno scout e quindi tocca a me essere il suo umile sostituto:
"Io metto innanzi ai miei impegni ciò che mi fà felice, perchè se io sono sereno gli altri possono beneficiarne"
Credo molto stupido, nonchè completamente irresponsabile in un contesto educativo, il continuare ad applicare regole che non funzionano senza cercare delle alternative.
Una regola che non è rispettata da nessuno, potrà essere un mezzo per passare un valore morale?
Se rispondete di si:
rifatevi la domanda.
Se avete risposto di nuovo di si non avete capito quello che vi siete chiesti.
Gli scout sulla carta sono una gran bella associazione, con dei gran bei valori ed un gran bel metodo, peccato che i capi vivano nella miopia e nella consapevolezza che la solida struttura in cui sono inseriti porrà rimedio parziale (ma loro credono totale) alle loro sviste.
L'immobilismo è ciò che fa cadere gli imperi, figuriamoci le associazioni.
Purtroppo si interpreta il metodo (pardon Metodo ha la emme maiuscola) in maniera rigida e non si accetta di rischiare un'innovazione anche quando il "vecchio" sistema non funziona.
Più in generale nella vita ritengo che le persone intelligenti quando vedono che qualcosa non funziona cerchino delle alternative.
Ne consegue che chi continua ad usare uno strumento che non fa quello per cui è stato concepito compie un atto non intelligente.
Compiere atti non intelligenti da parte di persone che intelligenti lo sono è un peccato pari all'omicidio.
Quod Erat Demostrandum ed ognuno nel suo brodo.
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